Stinchett, Runditt e Amiasc

Stinchett, Runditt e Amiasc

Lo street-food della Valle Vigezzo

“In antico esisteva l’uso di suonare senza interruzione la campana da morto a partire dai primi vespri della sera della festa di Ognissanti sino alle funzioni della mattina seguente, giorno della Commemorazione dei fedeli defunti. [...] Ma se ciò riesciva causa di tristezza alla maggior parte del paese, non lo era per tutti, che anzi per la gioventù serviva di occasione a passare una notte allegramente, bevendo e mangiando durante la medesima i cosiddetti Ronditt.” Giacomo Pollini, Malesco, pag. 478

Le donne di Vigezzo, custodi dell’antica ricetta, la insegnano, attraverso corsi, a giovani volenterosi, ma se volete cimentarvi a casa, provate a mettere insieme questi ingredienti: si tratta di una sfoglia sottile di un impasto semplice di acqua e farina, cotta poi su una piastra e insaporita con burro d’Alpe cotto o fresco e sale.

Noi siamo certi che il modo migliore per gustarli sia tenendoli nel cartoccio, passeggiando per i vicoli della Valle: quello che un tempo era l’accompagnamento di un pasto frugale, oggi diventa uno street food saporito e leggero, perfetto per soddisfare un piccolo peccato di gola durante un pomeriggio o una serata in compagnia.

Sembra che la parola stinchett derivi dal tedesco Steinkuchen, cioè biscotto cotto sulla pietra, tuttavia, ricette simili sono state trovate anche in Sardegna e in Bretagna, e si può pertanto pensare ad un’antica origine celtica.

Quale che sia l’origine di questa parola, ciò di cui si è certi è che, almeno per quanto riguarda i runditt, la parola deriva dalla forma del ferro usato per scaldare l’imposto, ovvero, rotondo!