“Il Parco come vettore di giovani talenti e come elemento di integrazione e contaminazione culturale in Valle Vigezzo.”
Il 28 Luglio alle ore 17 si terrà la presentazione dei quattro giovani espositori presso il Centro Visita di Buttogno
Per il quinto anno consecutivo la Sezione CAI di Valle Vigezzo gestirà il Centro visita di Buttogno del Parco nazionale Val Grande. L’allestimento oltre alla tradizionale esposizione di tipo museale degli “attrezzi del latte” di proprietà dell’Amministrazione separata dei Beni Civici di Buttogno, custodi della secolare tradizione di monticatura degli alpeggi della Valle Basso (“ i monti di Buttogno”) prevede una esposizione di opere pittoriche, lignee e letterarie di artisti locali che hanno il filo conduttore della montagna e della introspezione. L’introspezione, appunto, quale filo rosso con la visione più autentica della Val Grande. Tema centrale : il Parco come vettore di giovani talenti e come elemento di integrazione e contaminazione culturale in Valle Vigezzo. Al piano superiore verranno ospitati quattro giovani:
• Daniele Giambi : scalatore/arrampicatore che dipinge a olio elementi del paesaggio e della fauna.
• Bianca Herghiligiu : giovane rumena diplomata al Galletti di Domodossola che dipinge anch’essa Natura ma con tratti personali e distintivi. Apriamo le porte dell’accoglienza.
• Serena Guerra: giovane craveggese che trae spunto dal legno (pezzi di legno recuperati nel bosco ecc.) per creare opere in legno a volte in commistione con dipinti a tema.
• Mario Borgnis: scrittore che si sta sempre più affermando di cui ospiteremo due libri: uno già pubblicato che narra la storia di Antonio Mozzanino giovane partigiano craveggese e l’altro che verrà presentato a metà mese che ricostruisce la tragica fine di Romano Sotta all’alpe Basso. Relativamente a questo secondo testo si ipotizza di organizzare una escursione sul luogo ove l’autore narrerà nel dettaglio il tragico evento. Questa escursione la si vuole principalmente indirizzare ad un pubblico giovane.
Questa proposta tende soprattutto ad intercettare nuove possibili categorie di fruitori, giovani in particolare, uscendo quindi dalla consuetudine ricorrente che contribuisce a non far emergere le differenze e a banalizzare i messaggi.
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